AMA ROMA – I CONTI NON TORNANO

cassonettoDopo la “Caccia all’autista” scatenata dal Sindaco di Roma e dalla sua Giunta per mascherare le cifre dello scandalo in ATAC sintetizzate nell’articolo del 27 Luglio scorso,  torniamo sullo SCANDALO AMA, perchè per comprendere la nostra critica alla Giunta Capitolina attuale è bene sintetizzare alcune cifre che riguardano la gestioen dei rifiuti nella Capitale e l’insieme di dirigenti, interessi, imboscati, sindacalisti e politici pericolosi che (Sindaco Marino intesta) non si risparmiano negli attacchi ai lavoratori.

Già nei mesi scorsi un DOSSIER SU AMA redatto dal COLLETTIVO CLASH CITY WORKERS, aveva fatto il punto ( in modo molto più approfondito di Noi ) sulla raccolta dei rifiuti a Roma. Cifre senza le quali una qualsiasi discussione sull’operato della giunta rischia di essere semplicemente ideologico e ignorante ( nel senso che ignora…).

SCARICA IL VOLANTONE COBAS

I NUMERI:
L’organico di Ama al 31/12/2013 è pari a 7843 di cui: 6805 operai; 961 impiegati; 53 quadri; 24 dirigenti (di cui 4 non in servizio a vario titolo: aspettativa, comando presso altri Enti).

irifiutiSituazione economica
L’Ama ha un quadro finanziario con consistenti livelli di indebitamento: oltre 850 milioni di € verso fornitori e sistema bancario. La cosa che fa inorridire di più, oltre alla montagna di debiti, è che tale importo è stato contratto in meno di un decennio: basti pensare che nel 2002, l’Ama, registrava un indebitamento di 263 milioni di €, e che solo nell’anno successivo il passivo arrivava a oltre 500 milioni, fino ad attestarsi nel 2009 all’astronomica cifra di 850 milioni di €! (fonte Piano Industriale aziendale)

imageDinnanzi a tale situazione, anzichè procedere con una gestione finanziaria più oculata, i super stipendiati amministratori di Ama procedettero, a copertura del debito, all’accesione di svariati mutui presso un pool di banche, aumentando, così, a dismisura ( e anche il più sprovveduto e ingenuo cittadino lo intuirebbe), la quota d‘indebitamento a fronte degli interessi richiesti dalle banche creditrici (si parla di oltre 1000 milioni di euro totali! debito più interessi).
Nonostante che l‘Ama nel 2009 ebbe accesso al credito, la sua situazione economica non potè dirsi risolta, semmai ulteriormente aggravata dalla pesante incombenza di onorare il debito con 17 rate fino al 2021.
Successivamente a questa fase finanziaria (che i manager di AMA considerarono risolutiva, a fronte di un attivo di bilancio con l’accesso al credito ottenuto nel 2009 e che venne fatta passare come il risultato di una eccellente gestione economica), ci fù, l’anno seguente, una ingiustificata ed indiscriminata ridistribuzione di premi: si parla di 10.000 euro netti a testa a dirigenti e quadri, fino ad arrivare a un migliaio di euro netti a testa verso alcuni lavoratori tesserati con i cosìdetti sindacati firmatari.

Come si è arrivati a questo?
Come per Atac e per il resto della galassia delle aziende municipalizzate e partecipate del Comune di Roma, anche per Ama la causa del tracollo finanaziario è dovuto da anni e anni di malagestione operata da una classe dirigenziale corrotta, mafiosa e interessata unicamente al proprio arricchimento ed ai propri interessi carrieristici (vedi inchiesta Mafia Capitale), il tutto con la complicità delle organizzazioni sindacali professionistiche, che in questo marasma generale hanno abilmente mantenuto i propri privilegi di casta.

Parentopoli:
Tra il 2008 e il 2010 vengono assunti in Ama amici e parenti di dirigenti e sindacalisti (Cisl in prima fila, seguono a ruota le altre organizzazioni), sebbene non in possesso dei requisiti richiesti. 841 le assunzioni registrate durante l’amministrazione di Alemanno, per la maggior parte in area amministrativa.

1669403-kg6E-U43090292026798xHG-1224x916@Corriere-Web-Roma-593x443Malgrado l’illecito tale forza lavoro non viene impiegata in nessuno dei settori operativi aziendali già ampiamente sottorganico, anche solo per sopperire alle necessità della raccolta porta a porta o, anche laddove fosse necessario a dar manforte alle attività lavorative degli impianti di trattamento, quest’ultimi perennemente in difficoltà con lo smaltimento dei rifiuti dell’Urbe nell’era post Malagrotta.
Possiamo affermare, quindi, che con Parentopoli è stata scritta una brutta pagina della storia di AMA, ma al peggio pare non ci sia mai fine. Infatti, nel 2013 l’amministrazione Alemanno sigla accordi sottobanco con un manipolo di pseudo sindacalisti per irregolari avanzamenti inquadramentali a beneficio proprio di quest’ultimi, e a discapito invece di una intera classe di lavoratori.

A portare a galla le malefatte dell’allora Sindaco e dei sindacalisti AMA sono le cronache del Corriere della Sera. Al momento, però, non è dato sapere se tali avanzamenti di livelli d‘inquadramento siano stati confermati nei confronti di questi professionisti del sindacalismo confederale, sta di fatto, però, che tutti i personaggi coinvolti in questa losca storia sono ancora al loro posto e, peggio ancora, particolarmente influenti nelle scelte aziendali.

Scandalo divise.
L’amministratore delegato Franco Panzironi è accusato di aver pilotato l’appalto dal valore di 16 milioni e mezzo di euro relativo all’acquisto e al lavaggio delle divise degli operatori Ama. Oltre a lui, le accuse riguardano anche altri dirigenti: Lorenzo Allegrucci (proveniente dalle Fiamme Gialle!) e responsabile dell’area acquisti fino al 2010; Piero Grassi; Fabrizio D’Antino e Luciano Nardi Schultze rappresentanti dell’ATI (associazione temporanea d‘imprese), che avrebbero beneficiato delle manipolazioni architettate da Panzironi. L’esito della gara fu falsificato a beneficio del consorzio So.ge.si. di Perugia che, secondo la riocostruzione della procura, cominciò a prendere accordi con l’amministrazione Ama già nel 2009 terminando il negoziato nel novembre 2010. Ad insospettire furono le modalità del bando che per la procura aveva <<caratteristiche e tempi di fornitura in modo da impedire ad altri concorrenti la presentazione di offerte>>.

Scandalo super stipendi: buste paga secretate
Decine e decine sono i dirigenti e i quadri che, nonostante il loro pessimo operato che sta trascinado l’azienda verso una crisi finanziaria e operativa, possono contare su super stipendi ( anche oltre i 100000 euro annui!) peraltro secretati con uno speciale codice 90.

Buonuscite da favola per i dirigenti Ama
Nel settembre del 2012 l’Ama stipula un contratto decennale da 500 milioni di euro con Cerroni, patron di malagrotta, poi sventato grazie all’insurrezione dei cittadini.

Questa mossa costringe Salvatore Cappello, all’epoca AD di Ama, a dimettersi, ma non evita comunque che il dirigente riceva successivamente alle sue dimissioni una maxi buonuscita. Funziona così anche per l’ex direttore del personale Luciano Cedrone, uno dei principali indagati per assunzioni illecite insieme a Panzironi nel caso parentopoli, e che se ne va in pensione con un malloppo di 400.000 euro di buonuscita più la liquidazione. Va ancor meglio a Paolo Passi, (peraltro firmatario nel 2012 di un accordo illegale che attribuiva ingiustificati adeguamenti di livello inquadramentali ai soliti noti sindacalisti di mestiere) che si porta via un malloppo di 500.000 euro più la liquidazione, salutando tutti, cittadini e lavoratori con un bel pernacchione stile Alberto Sordi ne I Vitelloni.

MonDiMezzo-8001Mafia Capitale
L’inchiesta della procura denominata Mafia capitale, fa emergere le collusioni tra politica e malavita: all’Ama, per esempio, il fenomeno corruttivo ha raggiunto la massima espressione inquinando tutte le gare d’appalto.

L’azienda piuttosto che improntare la propria attività a criteri d’imparzialità, ha intrattenuto rapporti con le cooperative di Buzzi basati sulla corruzione. I rapporti e i contatti tra Buzzi e l’ex AD di Ama Fiscon (dal lontano 1987 in azienda e buono per tutte le stagioni) denotano l’esistenza tra i soggetti di interrellazioni del tutto anomale nel corso di una procedura di aggiudicazione di un appalto. Nella vicenda è indagata per corruzione anche la dirigente Giovanna Anelli.

Sicurezza attività lavorative
Questo è l’aspetto che come lavoratori maggiormente rivendichiamo, riscontrando però una totale chiusura dell’azienda su tale argomento, nonostante che l’AMA abbia uno staff composto da dirigenti e responsabili pagati profumatamente (anche oltre 100.000 euro l’anno!), e preposti ad analizzare e risolvere qualsiasi problematica inerente la materia.
Ama_incidenteNel variegato settore dell’igiene ambientale in cui opera Ama, sono molteplici le criticità con cui ci si trova a dover fare i conti quotidianamente: basti pensare alle problematiche relative ai guasti degli automezzi, che spesso generano un pericolo per l’operatore e un disservizio per la cittadinanza.

Se l’operatore dovesse applicare alla lettera il regolamento che regola le attivita lavorative del settore, sarebbe costretto il più delle volte a riportare nelle officine il mezzo con cui sta effettuando la raccolta dei rifiuti, che esso sia una spazzatrice, un camion o un bilico.
Tra l’altro, anche il recente Piano Industriale redatto dall’azienda, afferma questo: solo il 54% della flotta veicolare aziendale è utilizzabile, il resto giace nelle officine!. Per non parlare degli aspetti che affliggono gli impianti aziendali, dove gli operatori sono costretti a lavorare in luoghi pericolosi e insalubri,sommersi dai rifiuti, che arrivano a toccare anche il tetto delle strutture dove sono alloggiati, e dove si respira un aria pesante che si attacca ai vestiti e alla pelle delle persone.

È solo grazie al senso di responsabilità dei lavoratori che sono su strada e negli impianti se l‘Ama ancora riesce a svolgere il servizio, e a garantire il trattamento dei rifiuti stessi che diversamente, se non opportunamente smaltiti creerebbero il caos nella città di Roma, al pari di quanto accaduto a Napoli alcuni anni fa.

Malgrado tutto ciò, è in atto da parte dell’amministrazione comunale, nella figura del Sindaco Marino, ma anche da parte dell‘ AD di Ama Fortini una campagna mediatica denigratoria che diffama quotidianamente, l’operato dei lavoratori, Ama, ponendo quest’ultimi alla gogna pubblica, che spesse volte si tramuta e vere e proprie aggressioni verbali e fisiche da parte di cittadini esasperati per tutto quello che accade nella città di Roma dove la corruzione e la criminalità dilagano selvaggiamente.

Roma 6 settembre 2015

SOSTIENICI : cobas.ama@libero.it

Allegati

Be the first to comment on "AMA ROMA – I CONTI NON TORNANO"

Leave a comment

Your email address will not be published.


*