Chiusa l’ipotesi di rinnovo del CCNL dopo anni di attesa. Esulta il “SOLE 24 ORE” e ASSTEL rilascia dichiarazioni che sembrano appartenere ad una associazione benefica.
E’ il peggiore dei contratti appena sottoscritti in ITALIA. Contratti che, in molti casi, la CGIL non ha voluto sottoscrivere perché giudicati iniqui da un punto di vista salariale e normativo e che nelle TLC invece è ritenuto una buona mediazione.
Andiamo con ordine: gli aumenti SALARIALI
Ma come siamo arrivati dalla richiesta di Cgil-Cisl-Uil di 260 € (5Liv) di aumento per il triennio 2023-2025, a 298 € per coprire 6 anni fino al 2028 con l’ultima tranche di 98€ a dicembre 2028?
In base ai calcoli dell’indice IPCA, parametro condiviso con Confindustria per identificare gli aumenti salariali dovuti, nel triennio 2023-2025, il mancato rinnovo ha visto – fino ad oggi – mancati emolumenti per quasi 6000 € (parametro al 5liv).
Eppure non è stata prevista nessuna Una Tantum a copertura di questi pezzi di salario dovuto.
Come si arriva a definire doppi livelli salariali per le Aziende di TLC e per i call center, anche con una diversa distribuzione delle Tranche, dopo che tutti, quindi anche i sindacati confederali hanno condannato l’uscita di ASSOCONTACT dal contratto delle TLC e la firma (con la CISAL) DEL CONTRATTO PIRATA PER I CALL CENTER?
Una differenziazione che fa il paio con la clausola sociale e presta il fianco alle esternalizzazioni.
AUMENTI PREVISTI (Riferimento 5 Livello):
100 € da gennaio 2026 – 50€ a dicembre 2026 – 50 € a luglio 2027 – 98 a dicembre 2028
Le quote per i CALL CENTER (CRM/BPO) sono ancora più basse: 50€ ad aprile 2026 – 35 € a dicembre 2026 – 50 € a dicembre 2027 – 50 € a luglio 2028 – 103 € a dicembre 2028
Poi c’è tutta la partita sulla questione normativa:
- Cosa accadrà agli aumenti salariali quando ci sarà la migrazione ai nuovi profili contrattuali? Per ora il passaggio è sospeso per un anno, ma le dichiarazioni di ASSTEL e dei sindacati confederali in merito già divergono sulle interpretazioni.
- il CCNL firmato in ipotesi di accordo verrà diffuso prima delle assemblee o dovremo votare sulla fiducia di chi esporrà le sue tesi senza possibilità di una controanalisi?
Sono domande retoriche, lo sappiamo bene. Ma sarebbe il caso che ognuno/a le ponesse in assemblea. Ovviamente la lettura del testo completo ci fornirà ulteriori dettagli.
Le responsabilità di questa indecenza sono molteplici. L’arroganza delle imprese, l’arrendevolezza del sindacato confederale, il silenzio dei lavoratori e delle lavoratrici. Da parte nostra ci assumiamo la responsabilità di non essere stati capaci di spiegare in profondità i rischi di questa inerzia di fronte alla voracità della controparte.
Pensiamo che l’unica risposta seria sia quella di bocciare questa ipotesi nelle assemblee. Esprimere consapevolezza rispetto a ciò che sta accadendo.
Con tutte le nostre difficoltà, noi non siamo il sindacato che rinvendica salari piu’ alti davanti alle telecamere eppoi firma accordi con salari inadeguati.
Anche per questo il 28 novembre scioperiamo contro la legge di Bilancio che affossa i salari più bassi e per i rinnovi Contrattuali adeguati, per lo spostamento delle risorse in finanziaria dalle Armi ai Salari e ai Servizi Sanitari, Sociali e all’istruzione pubblica.
Roma 13/11/2025
COBAS lavoro privato – Settore telecomunicazioni