Sciolta la riserva sul rinnovo del CCNL TLC si fanno ora i conti con la ‘resa incondizionata’ davanti a Confindustria e alle politiche del Governo da parte dei sindacati confederali.
E’ SEMPRE PIÙ PALESE CHE ABBIANO PERSO DI VISTA LA TUTELA DEI LAVORATORI E DELLE LAVORATRICI, PERCHÉ IN QUESTO RINNOVO DI TUTELE NON CE NE SONO!
Siamo stati penalizzati sotto l’aspetto economico facendoci perdere in termini di salario:
nessuna una tantum e aumenti insignificanti, lontani dall’inflazione e dal costo reale della vita.
Non meno grave aver applicato un differente livello salariale per il settore CRM/BPO, che sottolinea l’enorme ipocrisia dei sindacati confederali nel manifestare preoccupazione nella decisione di Tim di inserire Telecontact in questo comparto contrattuale.
E’ recente la volontà comunicata alle OO.SS. da parte di Tim, di voler “caratterizzare” Telecontact come azienda outsourcer del comparto CRM Bpo; il che comporterebbe una serie di accordi di secondo livello e, di conseguenza, differenti tutele per i lavoratori.
Del resto, Tim aveva paventato ampiamente l’ipotesi di voler ricorrere ad una pesante riorganizzazione per quanto riguarda Telecontact, che andrebbe ad impattare su organigramma, operatività, turni e salario rispetto alle Telco; il tutto mantenendo ad oggi la stessa Telecontact all’interno del gruppo data la dichiarazione di questi giorni di retrocedere dall’ intento di cessione.
MA LE CONSEGUENZE DELLA FIRMA DEL CCNL, CHE HA OFFERTO IL FIANCO ALLA RAPPRESAGLIA GIA’ ANNUNCIATA DA TIM NEI CONFRONTI DI TELECONTACT, NON SI LIMITANO SOLO ALLA PARTE ECONOMICA.
LA SEZIONE NORMATIVA “pensata” per il settore CRM/BPO non garantisce tutele per un comparto in crisi ma solo una strategia di “sfinimento” che, se attuata, porterà molti lavoratori e lavoratrici a dover lasciare il proprio lavoro.
È STATA ACCORDATA UNA FLESSIBILITÀ SPINTA AL MASSIMO:
–Recupero di ore di lavoro sino ad un massimo di 40 lavorate a settimana per un part time, 48 per un full time.
-In caso di mancato recupero delle ore di flessibilità, dopo 2 quadrimestri, è prevista la compensazione con Rol ed ex festività (facendo perdere così altri pezzi di salario).
-Previsione di turni spezzati anche per i part time con intervallo sino a 4 ore tra i due momenti lavorativi.
-Distribuzione dei turni di lavoro su 4, 5 o 6 gg a settimana
CON QUESTA FLESSIBILITÀ SAREMO SEMPRE A DISPOSIZIONE DELLE AZIENDE
–Sarà sempre più difficile conciliare i tempi di vita e lavoro.
–Perderemo il diritto a fruire dei nostri istituti in nome della flessibilità e della compensazione.
–Aumenteranno le spese per gli spostamenti casa-lavoro.
E pur non di pertinenza delle Telco e contravvenendo a norme e buon senso, questo è quanto si vorrebbe applicare ai lavoratori di Telecontact. Una manifestazione di arroganza che si nutre della debolezza dimostrata con la firma non di un contratto ma di una “svendita” di tutto il settore e, nel caso specifico di Telecontact si è mostrato essere un assist per la ritorsione già preventivata da Tim.
Proclamare lo stato di agitazione, avviare procedure di raffreddamento, minacciare vertenza, è riduttivo data la responsabilità nell’aver messo nero su bianco aspetti così penalizzanti per i lavoratori e le lavoratrici ormai stanchi di subire.
IN QUESTO SCENARIO, IN COSA SIAMO STATI TUTELATI?
Con queste premesse, di certo non può rassicurare la contrattazione di secondo livello, a cui demanda la parte normativa CRM/Bpo, perché, visto lo scempio del contratto, sappiamo già che si aprirà la strada, in un futuro non troppo lontano, alla possibilità di poter essere svenduti al peggior offerente!
Ci vorrebbe, da parte dei sindacati confederali, una buona dose di onestà intellettuale e ammettere i disastri commessi anno dopo anno, rinnovo dopo rinnovo che hanno reso sempre più vulnerabili i lavoratori del settore, privandoli di tutele e diritti.
Da parte di Noi lavoratori e lavoratrici ci vorrebbe una presa di coscienza che si traduca nella revoca dell’agibilità sindacale verso coloro che si sono resi complici di questo disastro
che purtroppo saremo costretti a subire ed a pagare sulla nostra pelle.
Un cambiamento è sempre possibile: basta volerlo.
Un’ alternativa dignitosa c’è e parte solo dalla Base.
Catanzaro 19/01/2026
COBAS TELECONTACT CATANZARO