Assemblea sindacale questa mattina al Binario Calmo della stazione di Napoli Centrale. Al centro della discussione i tagli alle ore, le prospettive occupazionali e le ricadute economiche sulle famiglie dei lavoratori dell’appalto di pulizie ferroviarie. Il COBAS conferma la mobilitazione.
Si sono riuniti questa mattina, 23 settembre, presso gli uffici aziendali del Binario Calmo della stazione di Napoli Centrale, i lavoratori impiegati nell’appalto di pulizia, decoro e servizi accessori degli impianti e delle stazioni RFI.
L’assemblea sindacale, convocata dal COBAS Lavoro Privato – Attività Ferroviarie, ha affrontato le principali criticità che stanno interessando il personale dell’appalto, a partire dalla riduzione dei servizi e dal conseguente rischio di una significativa diminuzione delle ore di lavoro.
Al termine dell’incontro, i lavoratori hanno deciso di mantenere lo sciopero di quattro ore previsto per il 26 settembre, confermando così lo stato di mobilitazione.
A pesare maggiormente, spiegano i lavoratori, è l’incertezza sul futuro occupazionale e, soprattutto, la ricaduta economica che eventuali riduzioni dell’orario di lavoro avrebbero sui bilanci familiari. Una preoccupazione che arriva in un momento già difficile, caratterizzato dall’aumento del costo della vita e da salari che, secondo quanto denunciato dai lavoratori, risultano sempre più insufficienti a sostenere le spese quotidiane.
Durante l’assemblea sono state affrontate anche le questioni relative all’Ordine di Servizio RFI n. 298, che secondo il sindacato comporterebbe un taglio dei servizi e una riduzione del monte ore fino al 50%, oltre alla gestione del personale, all’organizzazione dei turni e ai contratti di solidarietà.
Tra gli argomenti discussi anche l’esito negativo della procedura di conciliazione svolta in Prefettura il 10 settembre, la mancata consegna dell’elenco aggiornato dei lavoratori interessati dalla procedura e le problematiche riguardanti salute e sicurezza, condizioni igienico-sanitarie, manutenzione e lavaggio dei dispositivi di protezione individuale.
«Non possiamo permetterci ulteriori tagli alle ore di lavoro», è il senso della posizione espressa dai lavoratori durante l’assemblea. La preoccupazione non riguarda soltanto il posto di lavoro, ma la possibilità concreta di riuscire a garantire alle proprie famiglie un reddito sufficiente in una fase nella quale le spese per casa, alimentari, energia e beni di prima necessità continuano a incidere pesantemente sui bilanci familiari.
La mobilitazione, dunque, prosegue. Con la conferma dello sciopero del 26 settembre, i lavoratori chiedono risposte sul mantenimento dei livelli occupazionali, sulle ore di lavoro e sulle condizioni contrattuali, sollecitando un confronto con azienda e committente per affrontare le conseguenze delle modifiche previste nell’organizzazione dell’appalto.
Per il personale coinvolto, la questione è ormai diventata anche una questione di sostenibilità economica delle famiglie: dietro ogni ora di lavoro persa, sottolineano, c’è una busta paga più leggera e un bilancio familiare che rischia di diventare ancora più difficile da sostenere.
COBAS Lavoro Privato – Appalti Attività Ferroviarie