Denunciamo con forza quanto sta accadendo nel CEDI MD, dove la nuova ditta in appalto ha messo in campo, a nostro avviso, una strategia di repressione senza precedenti.
Una gestione che sta colpendo lavoratori che da vent’anni garantiscono, con fatica e professionalità, il rifornimento dei supermercati MD.
Padri di famiglia, lavoratori storici, la cui unica “colpa” sembra essere quella di aver sempre svolto il proprio lavoro con dignità e continuità.
A fronte di rivendicazioni legittime e della richiesta di rispetto dei diritti contrattuali, la risposta è stata una spirale di provvedimenti punitivi:
licenziamenti che appaiono ritorsivi, pressioni costanti, contestazioni pretestuose, richieste di trasferimento a centinaia o addirittura migliaia di chilometri di distanza, di fatto incompatibili con una vita familiare e sociale normale.
Una situazione che non riguarda solo il CEDI.
Anche nei punti vendita MD i lavoratori continuano a segnalare condizioni di lavoro sempre più difficili, carichi insostenibili e trattamenti che mortificano la dignità delle persone.
Tutto questo sembra avere un unico obiettivo: intimidire, dividere, ridurre al silenzio chi chiede rispetto, sicurezza e diritti.
Non possiamo accettare, né la cittadinanza deve accettare, che il prezzo dell’organizzazione del lavoro e del profitto venga pagato da chi manda avanti ogni giorno la filiera della grande distribuzione. Questa volta chiediamo che non passi nell’indifferenza generale.
Chiediamo con urgenza:
- l’immediata cessazione di ogni pratica repressiva e ritorsiva;
- il ritiro dei licenziamenti e dei trasferimenti punitivi;
- l’apertura di un confronto serio e trasparente con le parti sociali;
- l’intervento delle istituzioni competenti per verificare quanto sta accadendo.
Difendere questi lavoratori significa difendere il lavoro dignitoso, le famiglie e il futuro di intere comunità.
MD: la spesa conveniente per il profitto, ma non conveniente per i lavoratori
Cobas del lavoro privato