La Corte Suprema di Cassazione dà torto a TIM: il superminimo non si tocca, gli assorbimenti sono illegittimi e la prescrizione è sospesa per tutti!

La battaglia legale portata avanti con determinazione al fianco dei colleghi e delle colleghe si è conclusa con una vittoria di portata straordinaria. La Corte di Cassazione, con la Sentenza n. 23713/2026 resa pubblica il 21 luglio 2026, ha respinto integralmente il ricorso di Telecom Italia S.p.A., mettendo una pietra tombale sulle pretese aziendali e confermando in via definitiva l’illegittimità dei tagli effettuati sulle nostre buste paga a partire dal 2018. 

La Suprema Corte ha affrontato e smontato una per una le tesi con cui l’azienda ha cercato per anni di giustificare l’assorbimento dei superminimi individuali.

I giudici hanno riconosciuto che il comportamento tenuto da Telecom per oltre un ventennio — durante il quale ha sistematicamente erogato gli aumenti contrattuali senza mai toccare il superminimo — ha dato vita a un vero e proprio uso aziendale. Questo comportamento costante si è trasformato in una regola collettiva di maggior favore che l’azienda non poteva cancellare arbitrariamente.

Vale la pena ricordare che è stata proprio TIM/TELECOM a cercare pervicacemente l’intervento della Suprema Corte nel tentativo di ribaltare decine e decine di sentenze di primo e secondo grado che negli ultimi anni hanno dato ragione ai lavoratori e alle lavoratrici.

Nessuna Compensazione con l’E.R.S. e Diritti Salvi per Tutti

I giudici di legittimità si sono espressi in modo chiarissimo anche riguardo all’Elemento Retributivo Separato (E.R.S.) introdotto nel 2017, stabilendo che non poteva in alcun modo essere utilizzato per compensare ed assorbire il superminimo. Essendo l’E.R.S. un elemento escluso dal calcolo del TFR, il suo assorbimento ha provocato una palese ed ingiustificata riduzione della retribuzione complessiva e del trattamento di fine rapporto dei lavoratori, configurando una condotta datoriale del tutto illegittima.

Ancora più determinante per la tutela di tutti noi è il principio confermato dalla Cassazione sulla prescrizione dei crediti retributivi. La Corte ha ribadito che, a seguito delle modifiche apportate dalla Riforma Fornero all’articolo 18 della Legge 300/1970, il termine di prescrizione non corre durante lo svolgimento del rapporto di lavoro a tempo indeterminato. Questo significa che le somme indebitamente trattenute dal 2018 ad oggi non sono prescritte e possono essere integralmente recuperate!

Telecom Italia è stata condannata alla ricostituzione immediata della voce “Superminimo Individuale” nella misura originaria ed alla restituzione integrale di tutti gli importi assorbiti dal 2018 ad oggi, unitamente al ricalcolo delle incidenze e della base del TFR. Questa sentenza dimostra con i fatti che non bisogna mai rassegnarsi di fronte ai soprusi datoriali e che la coerenza delle battaglie del Cobas paga.

Il principio affermato dalla Suprema Corte costituisce un precedente vincolante per tutte le posizioni analoghe. Chi finora non ha avviato il ricorso ha, oggi, la certezza giuridica che la prescrizione non ha scalfito il proprio diritto e può pretendere la restituzione di ogni singolo euro sottratto. 

Lottare conviene, sempre!

Roma 14 Agosto 2026

COBAS TIM / FIBERCOP