Sulle mobilitazioni studentesche degli ultimi giorni. Chi vuole un futuro non aspetta!

La rabbia che la crisi sta alimentando non aspetta i calendari delle burocrazie. Non controlla le scadenze parlamentari. Non attende gli appuntamenti autoreferenziali di quei soggetti che stanno già facendo i conti su quanto possano guadagnare dall’insicurezza, la precarietà e la frustrazione di strati sempre più ampi della società.

In particolare, le giovani generazioni protagoniste delle piazze per la Palestina dello scorso anno e nella campagna referendaria hanno dato dimostrazione che non attendono per reclamare il loro futuro.

I tagli operati su istruzione e sanità, che si stanno operando in tutta Europa per finanziare l’economia di Guerra, sono la vera violenza e il disprezzo verso chi già sta facendo i salti mortali per pagare bollette e riempire la borsa della spesa.

La demonizzazione delle iniziative studentesche da parte del Governo è stata immediata ma tradisce la coscienza lorda di chi sa bene che sta operando per conto di imprese e gruppi finanziari che beneficiano di enormi profitti.

Autori di politiche miopi che rischiano di mettere in ginocchio anche quelle famiglie che potevano contare su stipendi dignitosi, che sta rendendo ancor più incerto il futuro dei giovani e delle giovani e affronta con non curanza le conseguenze dei cambiamenti climatici mettendo in discussione la sopravvivenza stessa del pianeta.

Per questo esprimiamo vicinanza e solidarietà a tutte le nuove generazioni che in questi giorni sono scese in piazza – con diverse forme – contro la Guerra, i finanziamenti all’economia che produce genocidi e distruzione, contro i tagli al Welfare e in generale a tutta la torsione autoritaria e affamatrice che questo governo ha messo in campo.

Siamo a loro fianco nella costruzione di un’opposizione sociale fuori e dentro i luoghi di lavoro che possa alzare un muro di Resistenza contro i fascismi che si alimentano dal deserto sociale e l’insicurezza che queste politiche generano.

Non aspettiamo che il presente ci tolga qualsiasi possibilità, prendiamo esempio di chi ha un lungo futuro davanti e non vuole aspettare di passarlo tra guerre e sfruttamento.

Torniamo a scendere nelle strade insieme, in tanti, per un Futuro diverso e migliore di quello che vogliono imporci. 

Roma 18/10/2026

COBAS Lavoro  privato