Ospedale Pascale: Cobas E Usb in sciopero per la sicurezza. l’amministrazione conferma l’internalizzazione del servizio di lavanderia dal 1° novembre 2026

​Napoli, 13 ottobre 2026 – Nella giornata di oggi si è tenuta la mobilitazione con uno sciopero articolato nelle fasce orarie dalle 7:30 alle 10:30 e dalle 13:00 alle 17:00, indetto dalle organizzazioni sindacali Cobas e USB, che ha visto il coinvolgimento dei lavoratori del settore facchinaggio e multiservizi dell’Ospedale Pascale di Napoli, nel pieno rispetto della legge 146/90 sui servizi pubblici essenziali.

​A seguito della protesta e delle azioni di lotta intraprese, una delegazione sindacale composta da Antonietta Acanfora e Maurizio De Rosa ha incontrato la Dottoressa Maria Maiorano, Direttrice Amministrativa, e il Direttore Generale Maurizio Di Mauro dell’Istituto Tumori Pascale. L’incontro, serio e proficuo, ha portato a una risposta concreta da parte della direzione sanitaria: il servizio di lavanderia e sanificazione delle divise sarà ufficialmente internalizzato dall’azienda a partire dal 1° novembre 2026, grazie anche allo stanziamento di una parte delle risorse da parte dell’amministrazione ospedaliera del Pascale.

​La questione al centro della vertenza riguarda prioritariamente la tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori all’interno di un presidio ospedaliero ad alto rischio biologico. Le sigle sindacali CGIL, CISL e UIL hanno fatto muro contro l’internalizzazione. Proprio nella giornata di ieri, in un incontro telematico con l’azienda CSG (affidataria del servizio di pulizie e sanificazione), tali sigle hanno sostenuto la tesi che l’internalizzazione farebbe perdere ai lavoratori un “diritto acquisito” e “salario”.

​Smentiamo con fermezza questa impostazione mistificatoria: l’indennità di €1,50 a presenza, concordata nel 2022 con un accordo di secondo livello che noi abbiamo ritenuto del tutto nullo, non è salario, ma un mero indennizzo per il lavaggio domestico che viola apertamente il D.Lgs. 81/2008 sulla tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro. Con quell’accordo nullo si è preferito far risparmiare l’azienda appaltatrice (per la quale il costo dell’internalizzazione sarebbe stato ben superiore) a discapito della sicurezza dei lavoratori. Oggi queste sigle arrivano paradossalmente a lamentare il fatto che i lavoratori dovrebbero “cambiare abitudini” dovendo lasciare il DPI (Dispositivo di Protezione Individuale) sul luogo di lavoro anziché portarlo a casa: una posizione gravissima e vergognosa in un ambiente ospedaliero ad alto rischio biologico.

​I lavoratori rappresentati da Cobas e USB ribadiscono con forza che la salute non si monetizza. Essi sono pronti a rinunciare a tale indennità pur di garantire che la sanificazione dei DPI contaminati resti a carico dell’azienda, evitando di trasportare agenti patogeni e rischi infettivi nelle proprie abitazioni e famiglie.

​Quello di oggi rappresenta un primo e fondamentale passo in avanti. Cobas e USB esprimono soddisfazione per la sensibilità e l’attenzione dimostrata dalla Dottoressa Maria Maiorano, dal Direttore Generale Maurizio Di Mauro e dall’intera amministrazione sanitaria verso la tutela e la dignità dei lavoratori dell’indotto, garantendo che vigileranno sull’iter fino alla completa attuazione dell’internalizzazione prevista per novembre 2026.

​Esecutivi Provinciali Cobas e USB

Delegazione Sindacale: Antonietta Acanfora, Maurizio De Rosa