Amin, Ullah, Safi e Waseem. Questi i nomi dei braccianti immigrati che sono stati dati alle fiamme all’interno di un minivan in un’area di servizio in provincia di Cosenza.
Lo sfruttamento dell’attività di raccolta nei campi e del caporalato continua a mietere vittime in un modo o nell’altro. Vittime con un nome e una storia, silenziose come la solitudine e la precarietà delle loro esistenze e l’oblio che tante volte li avvolge dopo la loro morte.
Tutto è parte di un lugubre quadro dove lavoratori stranieri vengono abbandonati morenti ai bordi delle strade da chi fino a quel momento li ha ricattati e sfruttati sotto il controllo e il confinamento, nell’isolamento e nell’esclusione dei diritti.
Ad Amendolara, in provincia di Cosenza, l’1 Giugno, i braccianti dati alle fiamme non hanno avuto scampo nelle mani dei loro aguzzini, disumanizzati anche da quello Stato che preferisce non vedere, complice di quell’economia di sfruttamento che in agricoltura spesso è la regola. Niente leggi, niente diritti, niente controlli, niente tutele per questi uomini e queste donne, sfruttati sottopagati umiliati terrorizzati ridotti in schiavitù e anche uccisi… ma da chi?
– Da uno Stato “sfruttatore” vigliacco e assente, che con le sue leggi razziste e i suoi dispositivi di controllo e reclusione (vedi CPR) crea fra i migranti esclusione, marginalità, ricattabilità, terrore;
– Da una economia ingorda e malata che mette il profitto al di sopra della vita umana, da padroni e proprietari terrieri, grandi imprese e intere filiere industriali basate sullo sfruttamento più selvaggio;
– Dai caporali, criminali, violenti, senza scrupoli, in combutta con quelli di cui sopra;
– Da una intera società che nell’indifferenza vuole comprare al miglior prezzo, chiudendo gli occhi sul costo umano pagato per soddisfare i propri bisogni.
Invitiamo tutti e tutte, ad unirsi al concentramento dello spezzone sociale, alle ore 16, presso la Stazione di rifornimento IP, lungo la 106 (luogo dell’eccidio), e da lì proseguire in corteo verso il lungomare.
Si consiglia di arrivare entro le 15.30, a pochi metri dal luogo del concentramento sarà possibile lasciare i propri mezzi.
05/06/2026
Cobas del Lavoro Privato – Calabria