Con la sentenza numero 188, depositata oggi 16 dicembre 2025, la Corte Costituzionale ha dichiarato inammissibili le questioni di legittimità costituzionale promosse dal Governo centrale della Legge regionale sul Salario minimo. In pratica la Regione Puglia aveva emanato una Legge regionale che prevede che i soggetti privati, qualora concessionari dell’esecuzione di un appalto pubblico, dovevano applicare ai dipendenti interessati un Contratto nazionale con una retribuzione lorda oraria non inferiore a 9,00 Euro.
Il Governo centrale, da sempre contrario a tutelare i lavoratori con una tariffa oraria determinata da un dispositivo di legge, aveva prontamente impugnato la norma, tacciandola di incostituzionalità. Tuttavia, la Corte Costituzionale ha rigettato il ricorso del Governo Meloni e disposto che non c’è niente di incostituzionale nel garantire ai lavoratori un Salario minimo e un Ente regionale, dinanzi all’immobilismo del Governo centrale in tale materia, può legittimamente prendere iniziativa e agire in modo che almeno i lavoratori operanti sul suo territorio in esecuzione di un appalto pubblico possano disporre di una tutela legale in materia salariale.
Cobas Puglia sa bene che 9,00 Euro lordi all’ora non sono tanti rispetto al costo della vita, tuttavia apprezza tale legge e la decisione assunta dalla Corte Costituzionale, in quanto è senz’altro un primo passo verso l’emanazione di un Salario minimo nazionale che difenda le retribuzioni dei lavoratori contro il caro vita e contro la crescente diffusione di occupati poveri, ossia: persone che, pur avendo un lavoro, entrano nella fascia di povertà e di disagio sociale.
Cobas Puglia