CCNL TLC: analisi del voto e considerazioni finali.

All’indomani dello scioglimento della riserva sul rinnovo del CCNL TLC, riteniamo doveroso condividere un’analisi critica su un esito che avevamo ampiamente preannunciato nei nostri comunicati del 2023 e 2024.A cominciare dall’invio della piattaforma rivendicativa 1 anno dopo la scadenza e non 6 mesi prima come previsto dal Contratto. Tutto questo per permettere che gli indici IPCA, tornassero a livelli più accettabili per le aziende senza pensare minimamente ai soldi che stavano perdendo i lavoratori e le lavoratrici.

Le conseguenze di questa firma sono drammatiche: la perdita di decine di migliaia di euro di salario, la crescente precarietà dei perimetri occupazionali e i rischi di demansionamento ci impongono una riflessione urgente e non più rinviabile.

Analisi dei Risultati e del Dissenso

L’analisi dei dati disaggregati per azienda evidenzia un dissenso acclarato nelle grandi realtà del settore. Questi voti sono stati schiacciati dal ricatto perpetrato nelle aziende del comparto CRM/BPO, dove la minaccia dell’applicazione dell’accordo-pirata firmato dalla CISAL ha spinto i colleghi a votare in larga maggioranza un contratto che li condanna a salari bassi e alla precarietà. Alimentando il fenomeno dello woorkinpoor!

Laddove i COBAS hanno potuto garantire una diffusione completa delle informazioni sulle criticità di questo nuovo quadro normativo (come nei territori di TIM e Fibercop), il NO è dilagante.

Approfondendo i risultati, è evidente che il ‘No’ prevale dove il sindacato non si limita alla mera attività di servizio in cambio di una tessera, ma lega gli aspetti specifici del settore e dell’azienda alle questioni generali, economiche e politiche del Paese.

La Scelta Politica

Non è mai stato così chiaro come l’azione del sindacato collaborativo, congiunta a Confindustria e al Governo, sia volta a mantenere i salari al palo e a costringere anche i lavoratori e le lavoratrici più professionalizzati a un graduale impoverimento, sotto l’erosione di un costo della vita in costante crescita.

Per questa nostra attività siamo spesso criticati dai soliti sindacati di servizio o dal collega che non vuole guardare oltre il proprio orizzonte. Noi, al contrario, tentiamo costantemente di spiegare come le scelte finanziarie ed economiche più generali abbiano un impatto diretto sul nostro vivere quotidiano, specialmente in aziende che rappresentano Asset strategici per l’industria e il funzionamento del Paese.

Queste aziende, tuttavia, non vengono considerate strategiche quando si tratta di riconoscere le responsabilità e le professionalità di coloro che garantiscono un servizio di pubblica utilità in contesti ordinari e straordinari: dall’attivazione delle task-force per eventi come le Olimpiadi di Milano-Cortina all’operatore di call-center che gestisce il guasto della linea di un cittadino isolato.

L’Ipocrisia Istituzionale

Troviamo particolarmente fastidiose le posizioni di chi “piange” l’esternalizzazione di Telecontact, ma allo stesso tempo condivide un CCNL che incentiverà le esternalizzazioni a causa del doppio livello salariale e normativo che crea.

Non meno ipocriti sono coloro che si astengono dal prendere posizione sulla questione dei Superminimi, per poi avallare politiche aziendali incentivanti, valutazioni individuali e, addirittura, i controlli a distanza previsti da questo nuovo contratto!

E ancora: chi accusa i lavoratori di non scioperare, quando ha preferito ritirare la giornata di sciopero non appena Asstel ha promesso… un tavolo di trattativa. Forse perché si sono resi conto che la convergenza delle OO.SS. come la nostra sulla loro data e l’insofferenza dei colleghi/e avrebbe portato una importante mobilitazione che avrebbe complicato la firma indegna di oggi.

Sorvoliamo inoltre sulle modalità anti-democratiche del voto assembleare: link per votare malfunzionanti, assemblee separate delle stesse OO.SS. stipulanti con doppia votazione, e informazioni frammentate e carenti fornite dai relatori. Nelle aziende in cui i COBAS avevano precedentemente tenuto assemblee informative, si è registrato un “No” schiacciante, perché la verità è un macigno.

Cosa Fare Ora?

Tutto ciò non accade per sfortuna o casualità. Avevamo ampiamente anticipato le sorti di questo CCNL, non per poteri particolari, ma per un’attenta analisi delle scelte delle OO.SS. e degli indirizzi che le aziende adottano in base agli obiettivi economici e politici.

A tutti coloro che ci hanno chiesto come agire all’indomani dello scioglimento della riserva, rispondiamo sinteticamente:

  1. È necessario organizzarsi per tempo e in modo efficace per contrastare la deriva che questo contratto innescherà nel mondo delle TLC.
  2. Se avete compreso la portata del danno, è essenziale togliere ogni delega a chi si è reso complice di questo disastro e aderire al sindacato che si è schierato senza ambiguità contro questo strumento di ricatto salariale e professionale.
  3. È necessario partecipare a una discussione collettiva, democratica e approfondita sulle strategie da intraprendere per invertire l’attuale processo di impoverimento.

POTETE FARE TUTTO QUESTO CON NOI! Non rassegniamoci di fronte all’ennesima firma in perdita. Iniziamo a guardare al futuro con ottimismo e speranza, assicurandoci che non vengano traditi.

Roma, 12/12/2025

COBAS TLC