Si è svolto a Roma l’incontro con la dirigenza di UE convocato originariamente per la metà di novembre e poi aggiornato al 1 dicembre.
Il Dott. Tarozzi illustra gli ottimi risultati raggiunti dall’inizio della sua gestione a partire dal rafforzamento patrimoniale, dalla ridefinizione della struttura finanziaria e dal nuovo equilibrio economico. Si vanno quindi a definire le linee per mantenere e fare crescere Unicoop Etruria: dopo la cessione di 16 negozi ad alta redditività (ancora in corso a data odierna) “si rafforza la struttura” con la cessione di altri 24 punti vendita tra Toscana, Umbria e Lazio.
Necessaria per la stabilità aziendale viene ritenuta anche la fuoriuscita di almeno 180 lavoratori e lavoratrici delle sedi. A completamento del piano sarà messo in atto anche un focus sui microcosti che incidono molto sul bilancio e quindi vanno necessariamente contenuti.
Parola d’ordine sobrietà.
Partiamo da qui, proprio dalla sobrietà e dalle sue interpretazioni: moderazione, frugalità. Pretesa dai punti vendita e dagli uffici di sede (abbiamo ascoltato il pcg vantarsi di quanto abbiamo risparmiato riciclando tutti i materiali per riorganizzare gli uffici, noi vi aggiungiamo le mancate manutenzioni e pulizie nei negozi)
e a questo punto è naturale chiedersi:
ma anche questa nuova dirigenza è anch’essa parca e di poche pretese? In totale trasparenza è in grado di rendere pubblici gli emolumenti ed i benefit percepiti?
Perche’ quando in una cooperativa (e ancora lo siamo) si giudica il mantenimento dei posti di lavoro nelle sedi e la tenuta dei presidi sui territori come un impatto sul conto economico non bypassabile invece di mettere in discussione la capacità della dirigenza nello specifico quella commerciale, strategica, di marketing e di visione finanziaria, quando l’unica leva è vendere gli immobili o cedere i negozi per fare cassa il problema è profondo.
E non risiede certo nei microcosti o nelle mancate vendite di Fonte nuova o Grosseto Pisacane, Tantomeno non sarà il profondo rosso di Ruderi ad affossare la cooperativa.
È l’incapacità di un gruppo dirigente a rapportarsi e stare sul mercato alla pari con chi di commercio e di finanza ci capisce davvero, Usciamo dall’autorefenzialita’! Non abbiamo condizioni di lavoro migliori di altri colossi del commercio, abbiamo contratti da 20 ore che non vedono un miglioramento da anni, precari delle agenzie interinali con turnover vertiginosi, sotto inquadramenti contrattuali, condanne per comportamento antisindacale (l’ultima di una settimana fa)
E sempre i soliti a pagare oggi come ieri :
Lavoratori, Lavoratrici e territori che hanno fatto la storia della Cooperativa.
Per quanto riguarda i negozi il criterio di cessione è per tutti (tranne uno) esclusivamente economico.
Non sappiamo ancora invece quello con il quale sono state individuate le 180 teste da tagliare nelle sedi, abbiamo chiesto un approfondimento sia su questo che sulle eventuali modalità con le quali saranno possibili le uscite, se incentivi all’esodo, attivazione di ammortizzatori sociali o altre procedure .
Un incontro è stato calendarizzato per mercoledì 17 dicembre.
Confidiamo di approfondire le tematiche nel prossimo appuntamento, ritenendo il comportamento reticente dei vertici aziendali non rispettoso della rappresentanza sindacale e delle lavoratrici e lavoratori tutti.
Di seguito l’elenco dei negozi nel piano di cessione:
– 10 in Umbria, San Sisto, Bastia, Tavernelle, Cannara Superconti: Amelia, Perugia Settevalli, Todi, Acquasparta, Terni, Cospea e Turati;
– 9 nel Lazio, Pomezia, Colleferro, Fiuggi, Valmontone, Fonte Nuova, Ruderi di Torrenuova,
Superconti: Impruneta, Capena e Orte;
– 1 in Toscana, Grosseto Pisacane;
– 2 in Abruzzo, Celano e Sulmona;
– 2 nelle Marche, Superconti Corridonia e Camerino
Questa OS nell’ esprimere grande preoccupazione per il futuro e la sopravvivenza stessa di Unicoop Etruria e della controllata Superconti dichiara sin d’ora lo stato di agitazione non escludendo la programmazione di giornate di sciopero.
Cobas lavoro privato – Settore commecio