Le lavoratrici e i lavoratori dei servizi di fonoregistrazione, trascrizione, stenotipia e data entry per la documentazione degli atti processuali del Ministero della Giustizia, denunciano da tempo una condizione di precarietà strutturale che compromette non solo la dignità del lavoro, ma anche il corretto funzionamento degli uffici giudiziari.
Come COBAS del Lavoro Privato denunciamo con forza il meccanismo perverso degli appalti al massimo ribasso, che ha trasformato un servizio pubblico essenziale in un terreno di competizione al ribasso su salari, diritti e condizioni di lavoro. Il massimo ribasso negli appalti non è una distorsione: è lo strumento con cui si comprimono salari, si cancellano diritti e si mantiene un esercito di lavoratori ricattabili
Mentre il dibattito pubblico sulla Giustizia viene scientemente spostato su temi ideologici e divisivi – come la separazione delle carriere – si evita accuratamente di dire la verità: la Giustizia non crolla per colpa delle toghe, ma perché è costruita sulla precarietà del lavoro
In linea con le posizioni espresse dal Comitato per il No al referendum sulla Giustizia, ribadiamo con forza che i problemi della Giustizia italiana non si risolvono smantellando le garanzie costituzionali, ma investendo sulle persone che ogni giorno tengono in piedi Tribunali e Procure, spesso in condizioni di ricatto occupazionale e con contratti instabili, perché, IL VERO PROBLEMA DELLA GIUSTIZIA ITALIANA NON È COSTITUZIONALE MA SOCIALE E LAVORATIVO.
Gli uffici giudiziari non sono inefficienti perché mancano riforme punitive o scorciatoie mediatiche, ma perché:
- il lavoro viene frammentato in appalti al massimo ribasso;
- le competenze vengono disperse ad ogni cambio di contratto;
- migliaia di lavoratrici e lavoratori restano intrappolati in un precariato permanente.
Per questo l’O.S. COBAS Lavoro Privato proclama lo STATO DI AGITAZIONE e rivendica con determinazione l’internalizzazione dei servizi di documentazione degli atti processuali come scelta politica e amministrativa necessaria per:
- garantire continuità e qualità del servizio pubblico;
- valorizzare professionalità già formate ed indispensabili;
- restituire dignità, stabilità e diritti a chi lavora nella Giustizia, ponendo fine al ricatto occupazionale ed al dumping contrattuale.
La Giustizia non ha bisogno di riforme punitive né di propaganda referendaria.
Non esiste una Giustizia efficiente senza lavoro stabile.
Non esiste riforma credibile senza la fine del sistema degli appalti.
LO STATO DI AGITAZIONE È IL PRIMO PASSO.
In assenza di risposte chiare e tempi certi, metteremo in campo tutte le forme di mobilitazione e di lotta, fino allo sciopero e alle iniziative pubbliche di denuncia, tutte azioni necessarie per contrastare la precarizzazione e affermare un modello di giustizia pubblica, fondata sui diritti e non sullo sfruttamento.
LA VERA RIFORMA DELLA GIUSTIZIA E’ L’ABOLIZIONE DEL PRECARIATO.
INTERNALIZZARE I SERVIZI E’ UNA SCELTA DI CIVILTA’.
Cobas del lavoro privato