Leggiamo con crescente preoccupazione le dichiarazioni della Regione Toscana e di Autolinee Toscane sullo stato economico del trasporto pubblico regionale.
A marzo 2025 la Regione annunciava uno stanziamento straordinario da 30 milioni di euro, presentandolo come misura necessaria per evitare aumenti delle tariffe e garantire equilibrio economico al servizio.
Oggi, a distanza di poco più di un anno, si torna invece a parlare di rincari dei biglietti.
Una contraddizione evidente che richiede spiegazioni chiare ai cittadini, ai lavoratori e agli utenti del trasporto pubblico.
Nel frattempo emergono dati economici che rendono il quadro ancora più grave:
• il fatturato di Autolinee Toscane è cresciuto fino a oltre 435 milioni di euro;
• nel 2022 l’azienda registrava un utile di oltre 7 milioni;
• nel 2023 la perdita saliva a circa 16 milioni;
• nel 2024 il bilancio chiude con oltre 27 milioni di perdita.
Eppure, nello stesso periodo:
• il personale diminuisce;
• aumentano i carichi di lavoro;
• utenti e lavoratori continuano a denunciare disservizi, guasti, soppressioni e criticità organizzative.
Regione e azienda giustificano gli interventi straordinari parlando di aumento dei costi energetici e di manutenzione.
Ma anche qui emerge un’enorme ipocrisia.
La manutenzione di numerosi servizi è stata progressivamente esternalizzata.
Ci chiediamo quindi:
• l’esternalizzazione doveva servire a ridurre i costi oppure no?
• perché i costi aumentano ugualmente?
• quali soggetti stanno beneficiando economicamente di questo sistema?
• dove finiscono realmente i milioni di euro pubblici destinati al TPL?
Troviamo inoltre surreale che, mentre si dichiarano indispensabili milioni pubblici per mantenere in equilibrio il sistema, venga presentato come “innovazione” il pagamento rateizzato degli abbonamenti tramite sistemi Buy Now Pay Later.
È questa l’idea di trasporto pubblico che si vuole costruire?
Un servizio finanziato con soldi pubblici ma dove lavoratori, studenti e pensionati devono rateizzare l’abbonamento per potersi spostare?
Il trasporto pubblico dovrebbe essere un diritto accessibile, non un costo da finanziare a debito.
Non si può continuare:
• a scaricare i problemi sui lavoratori;
• a ridurre personale;
• a peggiorare l’organizzazione del lavoro;
• a esternalizzare servizi;
• a chiedere fondi pubblici straordinari;
• e poi preparare aumenti tariffari per cittadini e utenti.
Come COBAS Lavoro Privato chiediamo:
• totale trasparenza sui bilanci e sull’utilizzo delle risorse pubbliche;
• chiarezza sui costi delle esternalizzazioni;
• stop agli aumenti tariffari;
• investimenti reali su personale, manutenzione e qualità del servizio;
• un confronto pubblico serio sulle responsabilità politiche e gestionali di questa situazione.
Il trasporto pubblico non può diventare un sistema dove le perdite vengono socializzate, mentre sacrifici e conseguenze ricadono su lavoratori e cittadini
Cobas Autolinee Toscane