Natuzzi: proposta aziendale irricevibile e peggiorativa. Il sindacato pronto alla mobilitazione.

Comunicato alle lavoratrici e lavoratori del gruppo Natuzzi. A seguito di due giorni di confronto serrato tenutesi a Santeramo, le Organizzazioni Sindacali e le RSU/RSA esprimono profonda contrarietà rispetto alla nuova, ennesima, proposta presentata dall’ azienda, giudicata nettamente peggiorativa rispetto a quanto discusso nei giorni scorsi.

L’ azienda a seguito del Consiglio di Amministrazione, tenutosi domenica, non ha dato seguito al documento da essa proposto ed emendato dalle organizzazioni sindacali, senza nessuna spiegazione di merito, motivando la decisione con un aggravamento della situazione economica.

La nuova impostazione rappresenta un drastico cambio di rotta che ribalta il contesto del confronto, delineando una ristrutturazione unilaterale basata su un orizzonte a scadenza di quest’anno, e cancellando ogni previsione di assetti industriali futuri.

Tra gli elementi più critici della nuova proposta aziendale si evidenziano:

  • Delocalizzazione produttiva, con il trasferimento di parte delle attività in Romania;
  • Riduzione dei costi basata su esodi incentivati, ammortizzatori sociali e ridimensionamento industriale, con un impatto pesantissimo sul territorio e sull’occupazione;
  • Rischio di trasferimenti unilaterali e incremento della cassa integrazione oltre il 70% per reggere il momento di profonda crisi;
  • Progressivo smantellamento della base produttiva della Murgia, con conseguenze economiche e sociali gravissime per l’intero territorio.

Inaccettabile risulta la proposta di incentivo all’esodo: 50.000 euro, dilazionati in cinque anni e privi di reali strumenti di accompagnamento alla pensione. Tale impostazione, lungi dal rappresentare una tutela, si configura come un disincentivo per le lavoratrici e i lavoratori, scaricando su di essi il peso della ristrutturazione, senza alcuna certezza di assolvere al piano.

Rimangono nella proposta aziendale la chiusura dello stabilimento di Iesce 2, la cessione del sito della La Martella, la vendita di Ginosa. Le organizzazioni sindacali ritengono la Natuzzi Industrial S.r.l. una nuova entità industriale utile sia allo scopo di salvaguardare l’attuale perimetro industriale, sia alla promozione di sviluppare nuove partnership industriali.

Dopo oltre trenta ore di confronto ininterrotto, la nuova proposta appare come una provocazione e un arretramento rispetto agli impegni precedentemente dichiarati. Per queste ragioni, il sindacato ad ogni livello respinge con fermezza l’impianto complessivo di quello che l’azienda chiama piano industriale e che invece risulta essere un piano di dismissione e rigetta l’incentivo all’esodo così come formulato, ribadendo quali condizioni per raggiungere una eventuale intesa la volontarietà come elemento determinante, tempi certi e ragionevoli sull’erogazione dell’incentivo stesso.

Inoltre, le organizzazioni di rappresentanza dei lavoratori sottolineano la necessità di rispettare e attuare gli accordi per il riequilibrio dell’utilizzo dell’ammortizzatore sociale sull’intero perimetro industriale firmati a novembre del 2025 e ancora disattesi nonostante le continue richieste sindacali.

A fronte di una situazione molto complicata e che ci vedrà nelle prossime settimane impegnati su più fronti, le Organizzazioni Sindacali e le RSU/RSA, nel coordinamento svoltosi nel pomeriggio odierno, hanno deciso una serie di iniziative che comunicheranno nelle modalità organizzative nei prossimi giorni.

Nello specifico: 

  • convocazione assemblee territoriali immediate per informare lavoratrici e lavoratori;
  • coinvolgimento delle istituzioni ad ogni livello, con lettere, interrogazioni parlamentari, a tutela e salvaguardia dei posti di lavoro e del tessuto industriale;
  • organizzazione di un’assemblea pubblica con tutte le Parti interessate alla vicenda, coinvolgendo TV e giornali;
  • presidi permanente da organizzare davanti agli stabilimenti Natuzzi;
  • organizzazione di diverse forme di sciopero che permettano “meno disagi”, per le lavoratrici e lavoratori già pesantemente colpiti dalla cassa integrazione;
  • preparazione di una grande manifestazione a Roma nel caso non ci siano risposte concrete dalle Istituzioni, in particolare dai Ministeri competenti;
  • contrasto di ogni iniziativa unilaterale dell’azienda nei limiti previsti dalla legge.

La vertenza Natuzzi rappresenta una questione di rilievo nazionale. È in gioco il futuro di centinaia di lavoratrici e lavoratori e la tenuta produttiva della Murgia. Il Sindacato non accetterà soluzioni che determinino desertificazione industriale e perdita di competenze.

Le Organizzazioni Sindacali restano disponibili al confronto, ma solo a fronte di proposte sostenibili e rispettose della dignità del lavoro e a tutela dei lavoratori e del distretto.

Alle lavoratrici e ai lavoratori chiediamo di rimanere uniti e di partecipare in modo attivo a tutte le iniziative che verranno proposte, in un momento così complicato nessuno potrà salvarsi da solo.

Roma 14 aprile 2026

Cobas-Lp –  Usb-Lp