Sciopero generale, il mondo del Commercio si ferma

Il 28 Novembre Cobas Commercio incrocia le braccia e scende in piazza per lo Sciopero Generale che coinvolgerà tutti i punti vendita, compresi i centri logistici.

Il settore del Commercio riguarda più tre milioni di lavorator@ costretti ormai a vivere nei centri commerciali senza aver diritto a domeniche, festivi e ai giusti riposi. Negli ultimi anni, i peggioramenti in fatto diritti e tutele, pensiamo al mancato pagamento della malattia dopo tre eventi in un anno, sono stati innanzitutto sperimentati nel nostro settore, per poi essere estesi a tutti gli altri se non causavano eccessive polemiche.

Venerdi saremo nelle piazze di tutta Italia perché stanchi di sentirci dire che il settore richiede flessibilità per sua natura, la vendita non è essenziale, può essere benissimo svolta nei normali giorni feriali in orari consoni. Turni spezzati e frammentati che ci costringono a rimanere fuori casa 12 ore a fronte di sei di lavoro effettive, possono essere regolate assumendo il personale necessario senza più ricorso a stagionali e interinali. La precarietà nel nostro settore è fra le più alte del mondo del lavoro, il 70% dei part time è involontaria, cioè il datore per assumere, costringe ad accettare un orario ridotto, per poi modificare i turni a suo piacimento.

Il costante sotto organico, con l’aumento dei carichi e la mancanza di qualsiasi formazione sui rischi espone i lavoratori a malattie e infortuni. Il Commercio è al 4 posto fra i settori più a rischio, troppi lavorator@ dopo vent’anni in un centro commerciale presentano malattie invalidanti che non permettono neanche la ricollocazione, poco importa che siano state proprio le condizioni di lavoro a farci ammalare.

In aggiunta, l’ultimo rinnovo contrattuale è stata una presa in giro, nessuna vera tutela in più, solo pochi spicci di aumento, rateizzati in tre anni, che non sono sufficienti neanche a coprire il costo dell’inflazione.

Se lavorare significa stipendi da fame, orari impossibili e rischi per la sicurezza noi non ci stiamo, per questo il 28 siamo in piazza e invitiamo tutti i lavoratori a chiudere i punti vendita, se noi non vendiamo la merce, il profitto si ferma.

Facciamogli paura!

COBAS lavoro privato – Settore commercio