In questi giorni avrete sentito parlare della vertenza ACCA a Seano – Prato. Lo sgombero del presidio dei lavoratori da parte delle forze dell’ordine intervenute a difesa dei padroncini che rivendicavano la liberazione delle merci è un atto gravissimo.
Lo stato interviene di fatto tutelando lo schiavismo, lo sfruttamento, la cancellazione dei diritti. La vertenza Acca prende forma quando l’Azienda – inquisita per una frode fiscale di 71 milioni di Euro – decide di licenziare i 100 lavoratori.
Lì comincia la vertenza per la difesa del posto di lavoro ma anche per la rivendicazione di diritti, salario e orari di lavoro umani, una delle tante vertenze sostenute dal SUDD COBAS nel distretto tessile.
Non è un mistero che a PRATO e in tutto il distretto tessile sembri di essere nel medio evo:
Salari da Fame, nessun diritto, a volte nessun contratto, orari di lavoro fuori controllo e poi minacce e aggressioni se un lavoratore prova a rivendicare migliori condizioni di vita e di lavoro.
Dietro queste imprese ci sono quasi sempre i grandi marchi della moda, quelli che ci piacciono o meglio quelli cui spesso si guarda con ammirazione nelle vetrine natalizie. Oppure ci sono i prodotti della moda fast fashion, che costa meno ed è diretta ad un mercato più povero.
In ogni caso …grandi nomi e grandi complicità, complicità fra grandi nomi della moda e veri delinquenti verso i quali spesso interviene in supporto lo stato e le forze dell’ordine.
Questo ha significato lo sgombero del picchetto dei lavoratori della ACCA srl a SEANO.
Le lotte nel distretto tessile per migliori condizioni di vita e di lavoro, condotte dal SUDD COBAS, sono una spina nel fianco di questo sistema di sfruttamento che è protetto da grandi ipocrisie, quelle dei partiti, dei sindacati confederali, delle giunte comunali di destra e di sinistra, tutti inerti e incapaci di andare più in la delle parole di circostanza.
Vi consigliamo questo estratto dal TG LA 7
Che sintetizza la situazione
Firenze 04/07/2026
CONFEDERAZIONE COBAS FIRENZE